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...via di Torpignattara...


("Tutt'intorno s'alzavano impalcature e casamenti in costruzione, e grandi prati, depositi di rottami, terreni fabbricabili; da lontano, forse dalla Marranella, dietro il Pigneto, si sentiva giungere la voce d'un grammofono ingrossata dall'alto parlante. (...) quando ch'ebbero lasciato alle spalle, passa passo, Porta Furba e si furono bene internati in mezzo a una Shangai di orticelli, strade, reti metalliche, villaggetti di tuguri, spiazzi, cantieri, gruppi di palazzoni, marane, e quasi erano arrivati alla Borgata degli Angeli, che si trova tra Tor Pignattara e il Quadraro (...)"
Pasolini, "Ragazzi di vita", 1955


 Strano inizio di settimana, alle sette e trenta del mattino percorrendo con lo scooter via di Torpignattara, incrociando i tram della Casilina e osservando il repentino cambiamento della città...basta spostarsi di due palazzi per incontrare un'altra Roma, una città diversa. Di sicuro non meno bella...panni stesi fuori e condomini-caserma, tutti ugualmente sbiaditi dal tempo che passa. Traffico, motorini truccati e ragazzini che fumano davanti a un istituto professionale...Oggi a Torpignattara non ci sono impalcature, reti e campagne: quelle percorse dai "ragazzi di vita" di Pasolini non ci sono più. Anche il fosso della Marranella è scomparso (una via porta il suo nome). Eppure, trovo ancora così tanta poesia tra quelle strade, coacervo di storie che si fondono, guazzabuglio di pericoli incombenti. Strade come pagine ricche di storia, la storia fatta dalla gente. Come quella che si annida tra le casette del Mandrione, un tempo rifugio di prostitute e zingari, oggi trasformate in palestre, officine e laboratori di artisti che fuggono dal caos del centro, per lasciarsi ispirare e cullare da Mamma Roma...

P.S. Questa mattina, una scena comica: due vigilesse (grassissime, ma perché vanno sempre in giro in coppia...) intente a spegnere un piccolo incendio appiccato da chissà chi in uno pseudo posacenere alla fermata del tram (fermata Torpignattara ovviamente!!!)...che meraviglia...

Nota storica: il quartiere prende il nome dalle "pignatte", come venivano volgarmente chiamate le anfore di terracotta ancora visibili nel conglomerato del mausoleo di Elena
(foto sotto)



Pubblicato il 11/2/2008 alle 15.20 nella rubrica Attualità.

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